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In realtà un atto vero e proprio non c’è, così come non c’è una data certa per la riapertura degli undici Cimiteri a servizio della città.  A Roma anche durante l’avvio della fase 2 – si, quella dell’allentamento del lockdown – a quanto pare, non sarà consentito portare un fiore al Cimitero per omaggiare i propri cari. Dunque, cancelli sbarrati e utenza costretta ad attendere ancora chissà quanto; sarà forse pericoloso recarsi al cimitero? Possono generarsi assembramenti su 250 ettari di verde? Evidentemente si, almeno per Ama.
Perdonate lo spirito, vi assicuro che la mia vena è più sarcastica che ironica; ho profondo rispetto per il tema trattato e sono conscio della sensibilità con la quale bisogna affrontare certi argomenti, per questo reputo il protrarsi “sine die” della chiusura una violenza che in questa fase di rilevante drammaticità poteva e doveva essere risparmiata.

Tornando nel merito della questione, credo che la vicenda abbia dell’assurdo; ma andiamo per ordine:
la qualifica di autorità locale responsabile della Salute Pubblica è attribuita al Sindaco che esercita i propri poteri con atti motivati, anche contingibili ed urgenti (Ordinanze Sindacali). A tal proposito, posso affermare che, nel momento in cui scrivo, non c’è alcuna Ordinanza Sindacale che dispone la chiusura dei Cimiteri, così come non c’è traccia di alcun provvedimento Regionale in tal senso. E ancora, prendendo in esame i vari dpcm, non c’è traccia di riferimenti diretti ai Cimiteri se non un generico divieto di assembramento in luoghi pubblici, nonché un richiamo alla possibilità che il Sindaco (con ordinanza) possa disporre la chiusura di aree in cui non sia possibile assicurare il rispetto delle distanze interpersonali.
Date le diverse interpretazioni a livello locale, a chiarire le linee dei dpcm in ambito cimiteriale, è intervenuto il Ministero della Salute con circolare n° 12302 del 08/04/2020, recante:
«Il sindaco, in raccordo col Prefetto territorialmente competente, in relazione alla evoluzione di mortalità, e nei limiti dei poteri a lui assegnati dalla normativa vigente, emanerà eventuali provvedimenti contingibili e urgenti necessari per l’attuazione delle indicazioni qui fornite»

E allora, per quale ragione ed in forza di cosa i Cimiteri Capitolini sono e – a quanto sembra – rimarranno chiusi anche durante l’avvio della fase 2? Se non c’è alcuna ordinanza,  è lecito pensare che siamo di fronte ad una scelta presa in autonomia da Ama? E ancora, è lecito pensare che siamo di fronte ad un abuso?
Mi piace ribadirlo, il responsabile della salute pubblica è il Sindaco, non certo Ama. Pertanto ritengo che probabilmente siamo di fronte alla violazione al diritto di piangere i nostri cari.
Suvvia, non possiamo credere che vi sia il timore di assembramenti su ettari ed ettari di campagna in cui le persone piangono il loro dolore.

A riprova di quanto detto è bene specificare che, in attuazione della circolare ministeriale di cui poc’anzi, in tutta Italia le misure restrittive relative ai Cimiteri sono state adottate per mezzo di Ordinanza del Sindaco. A Roma, poiché non c’è un’ordinanza di chiusura, non potrà mai esserci un’ordinanza di riapertura; spero sia chiaro e spero sia chiaro che questo consegna utenza e lavoratori del settore all’incertezza su quando potranno tornare a piangere i propri cari o tornare a lavorare. Il tessuto produttivo che ruota intorno ai cimiteri rischia il fallimento ed il Comune di Roma non può assistere passivamente a quanto sta accadendo! E ancora, se nelle ordinanze con cui la Regione Lazio disponeva l’istituzione delle cd. “zone rosse” (Fondi, Campagnano, Contigliano) si è sentita la necessità di specificare la chiusura Cimiteri, se in tutta Italia ci sono Cimiteri aperti anche vicino Roma e se molti Comuni hanno già annunciato imminenti riaperture, come è possibile che Ama giustifichi il proprio operato udite, udite…. richiamando non un’ordinanza, bensì i vari dpcm!

Insomma, a Roma dal 4 maggio sarà probabilmente consentito trascorrere qualche ora nei parchi e nelle ville, ma un minuto dai cari estinti; d’altronde a Villa Ada non regna certo Ama. Lotteremo contro questa umiliazione finché avremo voce.

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