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Che la crisi da Coronavirus abbia colpito indistintamente ogni singola categoria produttiva di questo Paese è fuori da ogni dubbio, come è fuori da ogni dubbio il fatto che tra i settori maggiormente colpiti vi sia quello turistico e l’indotto ad esso collegato. Infatti, a soffrire non sono solo quelle attività strettamente ricomprese sotto la voce “turismo” ma anche quelle attività connesse che, pur rientrando formalmente sotto altra definizione, soffrono direttamente o indirettamente le conseguenze del crollo delle presenze. Il riferimento è ovviamente ai servizi di trasposto pubblico non di linea ed in particolare a ncc (noleggio con conducente) e Taxi che, per quanto svolgano lavori differenziati, lamentano un arresto senza precedenti della domanda.

Stiamo parlando di un settore che solo a Roma conta circa 10000 licenze; migliaia  e migliaia di lavoratori sul cui futuro si è posata una coltre opaca che non lascia intravedere spiragli su quando e se il lavoro tornerà ad un livello tale da garantire non forti utili, ma la sopravvivenza economica. E allora, dopo mesi di fatturato zero, l’appello dei molti noleggiatori e taxisti con i quali ho avuto il piacere di parlare in questi giorni – e al quale mi unisco anche io per spirito di solidarietà – è rivolto al Presidente della Regione Lazio nella duplice veste di Governatore e di segretario di uno dei partiti di Governo:
«Presidente, considerate le condizioni di grave ed oggettiva difficoltà con le quali dobbiamo confrontarci a causa dell’emergenza sanitaria, appreso dello stanziamento di ben 120 milioni di euro per il cd. “bonus monopattino”, non possiamo accettare in alcun modo che non si intervenga anche a sostegno delle categorie che svolgono servizi di trasporto pubblico non di linea . Il nostro fatturato è intrinsecamente legato al numero delle presenze turistiche ed al numero degli spostamenti cittadini (oggi ridotti all’osso), per questo chiediamo misure straordinarie e (qui si) urgenti! di sostegno economico»

Ad ogni modo, auspicando un intervento rapido da parte della Regione Lazio e del Governo Centrale, la nostra battaglia sarà sempre al fianco degli onesti lavoratori.

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