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La situazione del cimitero Laurentino ha del surreale, davvero.
Salvo improbabili interventi in extremis, tra pochissimi giorni Il terzo Cimitero della Capitale – che serve ben cinque Municipi – non sarà più in grado di accogliere nuove salme. Non c’è più posto; questo il motivo per cui, a breve, gli abitanti di Roma Sud saranno costretti a seppellire i propri congiunti a Prima Porta! Eh si! Da qui in avanti il Flaminio sarà l’unico cimitero “Maggiore” capace di accogliere nuove salme.

Eppure la situazione del Laurentino è nota da anni e, nonostante i reboanti proclami e le promesse, nulla è stato concretamente fatto per scongiurare un’emergenza divenuta realtà. Infatti, non solo il piano cimiteri 2017-2021, che disponeva l’ampliamento del Laurentino (Memoria di Giunta 54/2017), è rimasto lettera morta, ma risultano non realizzate – probabilmente complice anche il cambio del contratto di servizio tra Ama e Roma Capitale intervenuto nel 2018 – anche quelle opere per cui, con colpevole ritardo, è stata espletata regolare procedura per la progettazione (Loculi Blocco E).

Insomma, al Laurentino mancano i loculi dal 2016, le ultime domande evase per le tombe private risalgono al 2007 e tra poco non sarà possibile neanche seppellire a terra un proprio caro. Perchè? Perchè il ciclo inumazione – esumazione – nuova inumazione (che dovrebbe garantire la continuità del Campo Santo)  è interrotto a causa dell’indisponibilità di loculi ossario in cui ospitare i resti esumati. In altre parole, si fermano le esumazioni e quindi si “chiude” a nuove sepolture perchè in tutti questi anni l’amministrazione non è riuscita a realizzare neanche l’essenziale.

Eppure gli spazi ci sono, e qui viene l’incredibile.
I terreni disponibili sono sostanzialmente due; uno all’interno e l’altro all’esterno delle mura cimiteriali.
Il primo, quello all’interno delle mura è “vincolato” dalla presenza di alcuni ritrovamenti archeologici e per tale ragione, a quanto sembra, non potrà essere utilizzato prima che vengano effettuati tutti i saggi archeologici richiesti dalla soprintendenza. Ma a noi qualcosa non torna:
– Possibile che in fase preliminare alla realizzazione del cimitero (ante 2002) quei terreni non siano stati saggiati, tanto più che la costruzione del cimitero Laurentino ha coinvolto anche il genio militare per la presenza di possibili ordigni bellici?
– Quanto dovranno aspettare i cittadini prima che venga sbloccato questo terreno?

Il secondo terreno risulta esterno e contiguo al cimitero, di proprietà del Comune di Roma, estraneo alla riserva di “Decima Malafede” e urbanisticamente destinato a Cimitero da PRG. Sull’utilizzo di questo fondo (di circa 13.000 mq) in data 5/3/2020 si è espressa favorevolmente anche l’Assemblea Capitolina che ha impegnato «LA SINDACA E LA GIUNTA a intraprendere con urgenza tutti gli adempimenti necessari per risolvere l’incresciosa situazione dell’esaurimento delle disponibilità delle sepolture nel Cimitero Laurentino predisponendo appositi atti per il suo ampliamento,con l’utilizzo immediato del terreno di proprietà comunale contiguo di circa 13.000 mq., qualora esente da vincoli e destinato a cimitero come da PRG»

Alla luce di tutto ciò crediamo che l’amministrazione debba impegnarsi maggiormente affinchè l’incresciosa situazione del Laurentino possa risolversi con il minor danno possibile per la città e per le imprese del settore.

Daniele Gattanella (Coordinatore romano della Destra Sociale in FdI)
Lamberto Iacobelli (Coordinatore nazionale della Destra Sociale in FdI)

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