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Crescono di anno in anno i romani che preferiscono seppellire i propri cari fuori Roma. A certificare tale aumento è l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi di Roma Capitale che, nel consueto report annuale, mette nero su bianco una serie di dati che dovrebbero suonare come un forte campanello d’allarme per l’amministrazione. Infatti, si legge nel report, tra il 2016 e il 2018 le richieste di autorizzazione al seppellimento fuori Roma hanno registrato un incremento del 43%, passando dalle 8061 del 2016 alle 11599 del 2018. Dati disastrosi e destinati a peggiorare, infatti tale statistica non tiene conto della chiusura del Cimitero Laurentino intervenuta pochi mesi fa.

La lettura del report in esame ci indica chiaramente che sempre più romani si rifiutano di seppellire i propri cari nei Cimiteri Capitolini e che le cause di tutto ciò, con ogni probabilità, sono da ricercare nel degrado imperante, nell’insicurezza e nelle carenze strutturali che da troppi anni caratterizzano i nostri Cimiteri. A questo punto, alla luce di tale fenomeno, considerato che Roma sud è già orfana del suo cimitero, cosa aspetta il Sindaco di Roma ad intervenire sulla disastrosa situazione dei Cimiteri Capitolini? Possibile che i cittadini siano costretti a portare i propri cari in Provincia perché i cimiteri di Roma o sono pieni o versano in condizioni indecenti? Possibile che di fronte a tutto questo l’amministrazione sia totalmente inerme?

La Raggi prenda consapevolezza del fatto che è necessario un intervento deciso e urgente sulla questione.

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